Quando si parla di abbattimento delle barriere architettoniche, il pensiero si concentra spesso sugli ostacoli fisici che limitano la mobilità delle persone con disabilità motoria. Tuttavia, esiste un insieme di barriere altrettanto rilevanti, ma meno evidenti, che riguardano la sfera sensoriale e cognitiva.
Progettare spazi realmente inclusivi significa andare oltre il concetto tradizionale di accessibilità e considerare anche le esigenze delle persone con disabilità sensoriali e cognitive, come ipovisione o cecità, sordità, deficit cognitivi o disturbi dello spettro autistico. Si tratta di un approccio progettuale evoluto, che integra aspetti percettivi, orientativi e comunicativi all’interno dell’ambiente urbano e degli spazi costruiti.
Questo approccio progettuale risulta in piena sincronia con i fondamenti del concetto di progettazione universale e del modello U.D.L. (Unviersal Design for Learning) che promuove ambienti accessibili e fruibili da tutti, senza necessità di adattamenti successivi, unitamente al concetto di inclusione e di accessibilità che vede la disabilità non più come una condizione individuale, ma come il risultato dell’interazione tra la persona e il contesto in cui vive.
Ne deriva un cambio di paradigma: è l’ambiente che deve essere progettato per adattarsi alle esigenze delle persone, e non viceversa.
Se per le disabilità motorie esistono oggi riferimenti normativi consolidati e soluzioni tecniche relativamente standardizzate, lo stesso non si può dire per le disabilità sensoriali. Nel caso di persone cieche e ipovedenti, ad esempio, gli accorgimenti progettuali previsti dalle normative risultano talvolta:
- poco chiari o non univoci
- applicati in modo incoerente
- in alcuni casi persino potenzialmente pericolosi
Questo evidenzia la necessità di un approccio più consapevole e specialistico, che non si limiti al rispetto formale delle norme, ma che tenga conto dell’effettiva fruibilità degli spazi.
In questo contesto, il contributo di professionisti con competenze specifiche diventa fondamentale. Uno Studio di ingegneria con esperienza nel campo dell’accessibilità può integrare fin dalle prime fasi progettuali criteri avanzati e soluzioni realmente efficaci. Lo Studio KB, anche grazie all’esperienza maturata dall’Ing. Maja, componente del Comitato Autonomia della Sezione territoriale di Torino dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, opera in questa direzione con l’obiettivo di integrare criteri avanzati di accessibilità nella progettazione edilizia, sia in ambito urbano che in quello prettamente edilizio.
A tal proposito, tra i diversi servizi, il nostro Studio mette a disposizione una prima consulenza gratuita per orientare chi desideri rendere i propri spazi più accessibili, sicuri e inclusivi per tutti.
Cosa si intende per barriere senso percettive
La definizione di barriere architettoniche contemplata all’art. 1, comma 2 del D.P.R. 503/1996 comprende anche quelle barriere intese come la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi.
Il concetto di barriera architettonica comprende quindi tutti quegli elementi che ostacolano la mobilità e l’autonomia delle persone, non limitandosi esclusivamente alla disabilità motoria.
Per barriere senso percettive si intendono tutti quegli ostacoli che impediscono o rendono difficile la percezione delle informazioni attraverso i sensi (vista, udito, tatto, ecc.), soprattutto per persone con disabilità sensoriali.
- Per le persone non vedenti o ipovedenti si concretizzano ad esempio nella mancanza di segnaletica tattile come i percorsi Loges (a rilievo sul pavimento), di scritte in Braille o segnaletica acustica.
- Per le persone con disabilità uditiva nell’assenza di segnali luminosi o mancanza di informazioni scritte.
Nel merito specifico le barriere senso precettive possono essere rappresentate da:
Presenza negli ambienti urbani di elementi la cui presenza imprevista o non segnalata (buca delle lettere od altro elemento sporgente dal filo di facciata, monopattini, biciclette e simili abbandonati fuori dagli spazi dedicati, vari arredi urbani pubblici o privati quali panchine, dehors, ecc.)
- assenza di percorsi tattili per non vedenti (LVE);
- segnaletica poco leggibile o priva di contrasti cromatici;
- mancanza di sistemi acustici o visivi di supporto per gli attraversamenti stradali e simili;
- ambienti con illuminazione inadeguata o disorientante;
- spazi complessi che non facilitano l’orientamento.
Eliminare le barriere architettoniche in questi casi significa intervenire su elementi progettuali che incidono sulla percezione e sulla fruizione dello spazio.
La legge barriere architettoniche e l’accessibilità universale
La legge sulle barriere architettoniche (Legge 13/1989 e D.M. 236/1989) introduce i concetti di accessibilità, visitabilità e adattabilità degli edifici. Sebbene la normativa nasca con forte attenzione alle disabilità motorie, negli anni si è evoluta verso un approccio più ampio, orientato all’accessibilità universale. Oggi la progettazione inclusiva deve considerare:
- percorsi chiari e leggibili anche per persone ipovedenti o cieche;
- utilizzo di segnali tattili e sistemi di orientamento;
- impianti di comunicazione visiva e sonora;
- adeguata progettazione dell’illuminazione naturale e artificiale.
Il nostro Studio di ingegneria, che a Torino si occupa anche di abbattimento barriere architettoniche, affianca la Committenza nella corretta applicazione della normativa e nell’adozione di soluzioni tecniche avanzate coerenti con il contesto urbano ed edilizio.
Progettazione inclusiva per disabilità sensoriali
La progettazione della sicurezza edilizia deve integrare criteri di accessibilità già in fase preliminare. Questo approccio evita interventi correttivi successivi e consente di realizzare ambienti realmente fruibili da tutti.
In generale, tra le principali soluzioni tecniche per migliorare l’accessibilità sensoriale rientrano:
- installazione di percorsi tattili e mappe a rilievo per l’orientamento;
- utilizzo di contrasti cromatici per evidenziare scale, varchi e ostacoli;
- sistemi di segnalazione acustica negli ascensori e nelle aree comuni;
- pannelli informativi in braille o con caratteri ad alta leggibilità;
- progettazione di ambienti con acustica controllata per facilitare la comunicazione.
Tali interventi contribuiscono a eliminare barriere architettoniche che spesso non vengono percepite da chi non vive direttamente una disabilità sensoriale.
Consulenza tecnica e cultura dell’inclusione a Torino
Nel contesto urbano torinese, caratterizzato da edifici storici e complessità architettoniche, l’abbattimento delle barriere architettoniche e senso-percettive richiede competenze tecniche specifiche e un’elevata sensibilità progettuale.
Un servizio di consulenza specialistica può comprendere:
- analisi tecnica del contesto urbano o dell’edifico ed individuazione delle criticità;
- studio di soluzioni compatibili con i vincoli urbanistici, architettonici e strutturali;
- redazione di progetto conforme alla legge barriere architettoniche;
- gestione delle pratiche edilizie e coordinamento dei lavori.
Affidarsi a uno Studio di ingegneria significa poter contare su un interlocutore unico capace di integrare aspetti normativi, tecnici e progettuali, garantendo un risultato conforme e funzionale.
Perché ampliare il concetto di accessibilità
L’accessibilità universale non è solo un obbligo normativo, ma un principio di equità sociale. Considerare anche le disabilità non motorie consente di progettare edifici più accoglienti, sicuri e valorizzati sotto il profilo funzionale.
Sotto questo aspetto assumono sempre più una forte rilevanza le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica quali la domotica che deve essere già prevista nella progettazione di ambienti sempre più rispondenti alle esigenze di autonomia ed indipendenza
L’abbattimento delle barriere architettoniche nella loro totalità deve essere interpretato come un investimento sulla qualità dello spazio e sulla dignità delle persone che lo vivono. Integrare soluzioni inclusive significa promuovere una cultura progettuale evoluta, in grado di rispondere alle reali esigenze della collettività e dei singoli.
Se desideri approfondire le soluzioni per l’abbattimento delle barriere architettoniche anche in relazione a disabilità sensoriali o cognitive contattaci: il nostro team tecnico è a disposizione per offrire consulenza specializzata, analisi preliminari e supporto completo nella progettazione e gestione delle pratiche edilizie.
Rendiamo insieme i tuoi spazi accessibili, sicuri e inclusivi per tutti.